27/02/2017

L'agricoltura toscana come elemento vincente nelle politiche del territorio

L’AGRICOLTURA TOSCANA COME ELEMENTO VINCENTE NELLE POLITICHE DEL TERRITORIO

 

  La fama di genuinità che circonda tutto ciò che profuma di Toscana è il frutto di una azione quotidiana di chi ama il lavoro agricolo di chi è  capace di ricercare un equilibrio tra tradizione e innovazione.  

 Circa 90.000 imprese agricole toscane ogni giorno contribuiscono a questa eccellenza conosciuta nel mondo, difendendo i prodotti di qualità e l'identità territoriale dal vento della globalizzazione.  L’agricoltura incide sul valore aggiunto della regione per il 2% con una produzione annua che si aggira sui 3 miliardi di euro. 

 

La  Toscana è  turismo, è ambiente, è paesaggio, è cibi apprezzati, è qualità. 

 

Sempre di più la vitivinicoltura è orientata alle produzioni di qualità, che continuano a consolidarsi in questi ultimi anni. Il  settore vivaistico è  fortemente competitivo anche sui mercati internazionali così come l'olivicoltura.  

 

Queste tre produzioni  insieme raggiungono un valore di produzione vendibile regionale pari al 49.5% del totale. 

 Le produzioni erbacee rappresentano il 20%, esattamente come la zootecnia, che, nel corso degli ultimi decenni, si è progressivamente ridimensionata. Infine ci sono i servizi che hanno un peso totale di poco superiore al 10%, in linea con la media italiana. 

I dati del sesto censimento dell’Agricoltura, conclusosi nel 2010, consentono una prima analisi della dinamica strutturale dell’agricoltura Toscana nell’ultimo decennio che ci fanno riflettere e che ci permettono di comprendere meglio come poter supportare le imprese agricole-industriali e migliorarne le condizioni per lo sviluppo economico-ambientale. 

 

Operando il confronto su dati omogenei relativi all’ universo UE del 2010 la novità più evidente dell’ultimo censimento è la rilevante riduzione nel numero delle aziende agricole. In Toscana il calo ammonta al 40% a fronte del 32% relativo all'Italia nel complesso. Alla forte contrazione del numero di aziende si contrappone una diminuzione della superficie agricola utilizzata (Sau)  più ridotta (-12%), sebbene maggiore in valore assoluto del dato nazionale, che vede una sostanziale tenuta delle superfici

Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla politica agricola comune (Pac) e alle misure di sostegno all'occupazione. Le misure e gli strumenti giuridici dello sviluppo rurale tradizionalmente frammentati hanno sempre sofferto di una mancanza di coordinamento sebbene con la nuova riforma si cerchi di allinearsi sempre più sulle direttive europee. 

I n merito credo che sia anche doveroso  contribuire affinché 

 Lo  sviluppo dell’imprenditoria femminile in agricoltura e nel mondo rurale sia sempre più sostenuta e conosciuta; • I consumatori possano conoscere il valore culturale, sociale e ambientale dell’Agricoltura; • Si possano migliorare le politiche sociali per il mondo rurale. • Il  confronto tra le vere rappresentanze e le istituzioni sia condotto con maggior coinvolgimento delle realtà agricola; • Nel rapporto di filiera, l'impresa agricola  abbia un ruolo in condizioni di pari opportunità con gli altri attori economici;  • Siano migliorati i servizi che consentano gli imprenditori agricoli e  le imprese di conquistare il mercato con maggiore stabilità; Le Istituzioni impieghino meglio le risorse europee per  il comparto agricolo-industriale e ambientale in un ottica di  “sistema” • L’Agricoltura sia integrata nelle politiche di sviluppo economico-sociale come uno degli attori principali. 

  il comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo passato presente e futuro del nostro territorio.  

 

Punti cardini che rappresentano nel mondo anche imprenditoriale femminile  efficacemente il comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo passato presente e futuro del nostro territorio. 

 

Adele Scirrotta


ADELE SCIRROTTA: “ACCOMODATEVI NEL MIO SALOTTO, VI RACCONTO LA MIA PROFESSIONE”

Scritto da BottegaBelenga -8 giugno 2017

Adele Scirrotta, quale è la sua professione?

Faccio l’imprenditrice agricola

Cosa le piace fare nella vita?

Amo le relazioni: conoscere persone, lavorare con gli altri e trasmettere la cultura di cui il mondo agricolo è portatore

Cosa ama?

Amo la vita e la libertà a cui non rinuncerò mai anche se il prezzo della scelta dovesse essere esorbitante

Cosa odia?

Non mi piacciono né l’ipocrisia né la stupidità che prese da sole trovo molto fastidiose e insieme intollerabili. C’è qualcuno che crede sul serio che l’olio d’oliva extra vergine italiano possa costare 3 euro al litro? Scherziamo o cosa?

Cosa le piace del buon vivere Si racconti in due righe.

Il buon vivere è una buona alimentazione scelta grazie a una corretta informazione del consumatore nel rispetto dell’ambiente e del lavoro che si fa in campagna.

Racconti la sua biografia in quattro righe.

Sono di nascita cosentina ma di adozione pisana, a Pisa ho studiato Economia all’Università e trapiantato un ramo dell’azienda di famiglia di cui rappresento la terza generazione. Anche la ACOS Olearia, come ogni albero d’olivo che si rispetti, ha più rami, rami che possono pendere in direzioni diverse pur traendo linfa dalle stesse radici.

Cosa le piace fare per la sua carriera?

Mi piace crescere come i miei alberi, confrontarmi con gli altri, vivere nelle associazioni partecipando attivamente all’organizzazione di attività e progetti. Sono iscritta a diverse associazioni e per una di queste, EnterprisinGirls (www.enterprisingirls.it), sono l’Ambasciatrice della Toscana, un ruolo che mi piace perché offre la possibilità di essere un nodo importante di una rete di imprenditrici, libere professioniste e donne impegnate nel terzo settore, una realtà che come me è nata al Sud ma protende i suoi rami in tutt’Italia. Trovo quest’associazione interessante perché funziona ed è seriamente impegnata a creare sinergie e opportunità di valorizzazione.

Ha famiglia?

Sì.

Ce la racconti.

Ho genitori, sorelle, nipoti e me stessa.

Cosa le piace della mondanità?

Da non mondana ho difficoltà a rispondere, non la pratico.

E del gossip?

Niente, mi interessa talmente poco che neanche dal parrucchiere mi appassiona sfogliare le riviste per scoprire le trame delle vite altrui

Cosa fare della vita?

Coglierne il SENSO senza lasciarsi distrarre

Cosa non fare?

Calpestare i sogni degli altri, usare olio che non sia extravergine italiano e ingannare il consumatore

Cosa desiderare professionalmente?

L’onestà e la possibilità di poter essere valutata per i propri meriti

Ci racconti un episodio divertente della sua vita.

Trovo divertente le volte in cui mi dicono: “Ma lo sa che Lei ha proprio un bel coraggio!”. Io lo so, sono gli altri a stupirsene e la cosa mi fa sorridere.

 

Il suo picco professionale?

Se per picco intendiamo il successo professionale allora il mio è senz’altro vedere i consumatori soddisfatti, lavoro per questo, perché il mio olio sia portato in tavola con la consapevolezza che le olive sono coltivate e lavorate in modo da preservarne la qualità ed esaltarne il gusto rispettando le norme vigenti e soprattutto la natura.

Il suo mantra?

Bisogna informare correttamente il consumatore, bisogna leggere le etichette, l’olio d’oliva è vita

Il suo desiderio inconfessabile.

Se è inconfessabile…non lo confesserò.

Mai scritto un libro?

Sì, ho scritto “La cultura agricola ieri e oggi” per raccontare da dove veniamo e chi siamo.

Quale rapporto ha con la natura?

Tra la natura e me passa un filo come quello che lega un genitore a una figlia, è un rapporto viscerale, è parte di me.

Natura, persone, cosa scegliere?

Natura senza dubbi né perplessità

Cosa le piace della gente?

Mi piacciono il sorriso, la correttezza, il rispetto, la lealtà e la buona educazione. Tranne la prima tutte cose che, sfortunatamente, sembrano essere passate di moda.

Cosa amare di un castagneto?

Le castagne.

Quale vino scegliere a tavola?Dipende dalla pietanza che accompagna, amo il vino e il buon bere, il vino bianco preferito è campano, il Fiano di Avellino, mentre il rosso è un robusto toscano, il Montepulciano

Cosa ama della campagna?

Tutto, il palpitare della vita, la ciclicità della rinascita, i colori delle stagioni, gli odori, il senso di infinito e di immortalità. Le voci che si sentono: lo stormire delle foglie al vento, il ticchettio della pioggia sulle piante, sulle foglie e sulla terra, le cicale e i grilli in estate, gli uccelli all’alba e al tramonto, lo scricchiolio dei passi. La campagna era lì prima di noi, dalla notte dei tempi, e là dovrebbe rimanere se riusciremo a non distruggerla.

Cosa amare delle olive?

Ogni cosa, l’olivo è vita, è nascita, è donna, è essenza

Cosa le piace di un uliveto?

La maestosità, la mutevolezza del non essere mai uguale a sé stesso, la voce che ha nel silenzio, è il sentiero della grande bellezza,

Si potrebbe consigliare a un giovane di impiantare un uliveto?

Sì e non c’è neanche bisogno di impiantarlo si cerca quello giusto di cui pendersi cura, un oliveto è economia, impresa, vita, futuro, ricerca e sviluppo

E un frutteto?

Sì, anche

In generale, si potrebbe consigliare a un giovane di avviare una azienda agricola?

Certo! È il nostro futuro, come ho scritto nel libro torneremo a produrci il cibo

Ultima domanda: i suoi prossimi progetti?

Portare l’azienda oltre confine. L’Italia mi sta stretta e per molti motivi.