L’AGRICOLTURA TOSCANA COME ELEMENTO VINCENTE NELLE POLITICHE DEL TERRITORIO

L’AGRICOLTURA TOSCANA COME ELEMENTO VINCENTE NELLE POLITICHE DEL TERRITORIO

 

  La fama di genuinità che circonda tutto ciò che profuma di Toscana è il frutto di una azione quotidiana di chi ama il lavoro agricolo di chi è  capace di ricercare un equilibrio tra tradizione e innovazione.  

 Circa 90.000 imprese agricole toscane ogni giorno contribuiscono a questa eccellenza conosciuta nel mondo, difendendo i prodotti di qualità e l'identità territoriale dal vento della globalizzazione.  L’agricoltura incide sul valore aggiunto della regione per il 2% con una produzione annua che si aggira sui 3 miliardi di euro. 

 

La  Toscana è  turismo, è ambiente, è paesaggio, è cibi apprezzati, è qualità. 

 

Sempre di più la vitivinicoltura è orientata alle produzioni di qualità, che continuano a consolidarsi in questi ultimi anni. Il  settore vivaistico è  fortemente competitivo anche sui mercati internazionali così come l'olivicoltura.  

 

Queste tre produzioni  insieme raggiungono un valore di produzione vendibile regionale pari al 49.5% del totale. 

 Le produzioni erbacee rappresentano il 20%, esattamente come la zootecnia, che, nel corso degli ultimi decenni, si è progressivamente ridimensionata. Infine ci sono i servizi che hanno un peso totale di poco superiore al 10%, in linea con la media italiana. 

I dati del sesto censimento dell’Agricoltura, conclusosi nel 2010, consentono una prima analisi della dinamica strutturale dell’agricoltura Toscana nell’ultimo decennio che ci fanno riflettere e che ci permettono di comprendere meglio come poter supportare le imprese agricole-industriali e migliorarne le condizioni per lo sviluppo economico-ambientale. 

 

Operando il confronto su dati omogenei relativi all’ universo UE del 2010 la novità più evidente dell’ultimo censimento è la rilevante riduzione nel numero delle aziende agricole. In Toscana il calo ammonta al 40% a fronte del 32% relativo all'Italia nel complesso. Alla forte contrazione del numero di aziende si contrappone una diminuzione della superficie agricola utilizzata (Sau)  più ridotta (-12%), sebbene maggiore in valore assoluto del dato nazionale, che vede una sostanziale tenuta delle superfici

Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla politica agricola comune (Pac) e alle misure di sostegno all'occupazione. Le misure e gli strumenti giuridici dello sviluppo rurale tradizionalmente frammentati hanno sempre sofferto di una mancanza di coordinamento sebbene con la nuova riforma si cerchi di allinearsi sempre più sulle direttive europee. 

I n merito credo che sia anche doveroso  contribuire affinché 

 Lo  sviluppo dell’imprenditoria femminile in agricoltura e nel mondo rurale sia sempre più sostenuta e conosciuta; • I consumatori possano conoscere il valore culturale, sociale e ambientale dell’Agricoltura; • Si possano migliorare le politiche sociali per il mondo rurale. • Il  confronto tra le vere rappresentanze e le istituzioni sia condotto con maggior coinvolgimento delle realtà agricola; • Nel rapporto di filiera, l'impresa agricola  abbia un ruolo in condizioni di pari opportunità con gli altri attori economici;  • Siano migliorati i servizi che consentano gli imprenditori agricoli e  le imprese di conquistare il mercato con maggiore stabilità; Le Istituzioni impieghino meglio le risorse europee per  il comparto agricolo-industriale e ambientale in un ottica di  “sistema” • L’Agricoltura sia integrata nelle politiche di sviluppo economico-sociale come uno degli attori principali. 

  il comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo passato presente e futuro del nostro territorio.  

 

Punti cardini che rappresentano nel mondo anche imprenditoriale femminile  efficacemente il comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo passato presente e futuro del nostro territorio. 

 

Adele Scirrotta

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