Si opera in agricoltura per pura passione

Adele Scirrotta, calabrese, studi all’università di Pisa, prosegue l’attività olearia iniziata dai genitori. Lavora con determinazione, ma ha una preoccupazione: i consumatori non sono ancora in grado di mettere in primo piano la salute, puntando al consumo di prodotti di alta qualità

Adele Scirrotta ha trentotto anni, ed è solo da otto che si occupa di agricoltura. La sua azienda è stata ereditata dai genitori, i quali hanno esercitato l’attività per ben trenta cinque anni, iniziando dapprima con un frantoio tradizionale per poi successivamente innovarsi con la tecnologia e investendo importanti risorse.

“Gli olivi e l’olio – sostiene Adele Scirrotta – rappresentano una passione trasmessa quasi per osmosi, con la dignità di chi ama questo lavoro e soprattutto all’insegna del rispetto della vita umana, perchè è proprio da questi elementi cardine che occorre partire. Pensare a un lavoro edificante, pensato per l’uomo”.

Con questo spirito, l’azienda di cui ora è amministratore Adele Scirrotta, l’A.Co.S. Olearia, si muove ormai da tempo, nella consapevolezza che l'agricoltura vera affonda la propria identità solo sul fronte dell'etica.

 

Da quanto tempo si occupa di agricoltura e con quali risultati?

Da otto anni, ma l’azienda che conduco con molta passione vanta un'esperienza di trentacinque anni complessivi, ottenendo, nonostante le problematiche che hanno investito e travolto l’economia nel corso degli ultimi anni, soddisfazioni certe soprattutto per ciò che concerne il prodotto finale, il frutto del mio lavoro.

 

E’ soddisfatta, perplessa o preoccupata?

Per certi versi sono soddisfatta di continuare il lavoro intrapreso dai miei genitori. Per altri versi sono preoccupata, visto l'andamento dei tempi e in ragione anche della scarsa conoscenza e consapevolezza da parte dei consumatori verso le produzioni agricole. Non tutti sono ancora in grado di discernere e mettere in primo piano la salute, puntando al consumo di prodotti di alta qualità.

Perché il mondo rurale ha perso in centralità e importanza negli ultimi decenni?

Secondo la mia breve esperienza, il mondo rurale sta perdendo in centralità e importanza perchè ovunque si pensa a fare economia, senza considerare che la storia che viene raccontata dalla terra e dai beni di prima necessità sta purtroppo andando paradossalmente scemando.

 

Crede che il comparto agricolo possa restare ancora un settore primario in Italia?

Io spero che ritorni e resti settore primario, nella speranza che vi sia modo ancora di dare una certezza economica agli sforzi di tanti lavoratori della terra impegnati nella produzione senza mai trascurare, nonostante tutto, la voglia di innovarsi.

 

E lei perché ha scelto di operare in agricoltura?

Per continuare una passione che i miei genitori mi hanno trasmesso e che voglio portare avanti facendo cosi conoscere, in chiave moderna, un prodotto di grande importanza come l’olio extra vergine di oliva.

 

Un aggettivo per definire il mondo agricolo?

Indispensabile.

 

Un aggettivo per definire invece le associazioni di categoria?

Opto per un sostantivo: ambasciatrici.

 

Una parola d’ordine per l’agricoltura di domani?

Certezza (per la salute)!

 

Se dovesse consigliare a un amico di investire in agricoltura, quale comparto produttivo suggerirebbe?

Il comparto oleario.

 

Un imprenditore agricolo che ritiene possa essere un modello a cui ispirarsi?

Il mio modello di riferimento sono i miei genitori, perchè solo in famiglia si può creare una squadra da ispirare alla produzione senza inganno. La famiglia, perchè un figlio, un bambino, è un ideale da mettere in primo piano per poter produrre prodotti di alta qualità.

 

Un ministro agricolo al quale sente di esprimere pieno apprezzamento?

Di politica mi interesso poco.

 

Le certificazioni di prodotto sono davvero utili al consumatore o lo confondono?

Sono molto utili al consumatore se vengono esposte con chiarezza e trasparenza.

 

Un libro relativo al mondo rurale che consiglierebbe di leggere?

Le sue pubblicazioni (di Luigi Caricato, n.d.R.)

 

Un libro di narrativa, poesia o saggio che non si può non aver letto? Il libro che in questo momento sta leggendo?

Non leggo molto, ma solo da poco mi interesso ai libri di storia per un solo preciso motivo: è dalla storia che si deve iniziare per poi poter fare tesoro e continuare a tracciare il futuro e capire come mai alcune cose hanno godono di un privilegio e altre no.

 

Perché gli italiani, e gli agricoltori in particolare, non leggono?

Purtroppo l'agricoltore in se è visto come persona che non ha studiato, ma i tempi sono molto cambiati, il mondo agricolo sta diventando un punto di innovazione, cultura e industria.

 

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Commenti: 2
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