L’olio è anche memoria

  • Credere nella storia della propria famiglia.

  • Crederci senza mai dimenticare di ripercorrere le proprie radici.

  • Credere cercando di individuare i legami che ci legano profondamente alla terra.

C’è un passaggio generazionale, nelle confidenze della imprenditrice olearia Adele Scirotta, che ci inducono a riflettere quando stiamo per acquistare un olio

 

 

L’olio è anche memoria

 

 

Le foto arricchiscono una galleria immagini che, a osservarle, ci svelano non solo la bellezza di una campagna fertile e generosa, ma anche la passione di tante generazioni che hanno trasmesso, l’una all’altra, l’amore per la terra, un legame dal quale sembra impossibile staccarsi per chi lo vive dal di dentro. Come nel caso di Adele Scirrotta, titolare di A.CO.S Olearia. Che si racconta, senza trascurare nulla.

 

Il legame con la terra
Adele Scirrotta

 

 

 

“Ho un ricordo chiaro” confida Adele Scirrotta. E questo ricordo è scritto nel profondo di sé. Fa parte della storia personale più intima. “Si tramanda nella mia famiglia, e non solo. Amava la terra. Amava il proprio lavoro. La magia di questo uomo, mio Nonno, è che nei tempi in cui si consumava la terribile guerra che ha devstatao l’Italia, non ha mai smesso di sperare. E’ riuscito a ricominciare e creare un nuovo percorso, a costruire qualcosa di nuovo, di insistere e non cedere mai. Ha gestito i terreni che aveva , e, all'epoca, non aveva la tecnologia dalla sua parte. Tutto avveniva con la zappa e con gli aratri trainati da buoi. Diede lavoro ai suoi compaesani” aggiunge Adele Scittotta, giovane imprenditrice, motiata, energica, coraggiosa, ora alle prese con l’evoluzione di ciò che ha portato avanti la sua famiglia.

 

“Mio Nonno dava da mangiare ai suoi compaesani. In quegli anni addirittura c’era una enorme vasca, nelle sue proprietà. Vi andavano a lavare i panni le donne del paese”. L’orgoglio lo si percepisce senza esitazione: “sì – ammette oggi la nipote – è stato davvero un grande uomo. E’ riuscito a essere se stesso, forte dei suoi principi, nonostante le conseguenze della seconda guerra mondiale. Non era stato facile. Partirono in due, uno non fece più ritorno: risultò disperso in Russia. L’altro, il sopravvissuto al conflitto, mio Nonno, fece per fortuna ritorno, dopo tanti sacrifici, dopo tanto dolore e disperazione, rischiando notte e giorno la propria vita”.

 

Quando Adele Scirrotta solca con i propri passi la sua terra, in Calabria, rivive tutte le emozioni del Nonno. Lo stesso suolo è stato calpestato da nonno Lorenzo, il dolore e lo strazio vissuto con tanta dignità, ma con la forza, nonostante tutto, di continuare a dedicarsi al proprio paese, alla propria gente. Era sempre dalla parte dei più deboli” – Adele si emoziona, il suo racconto di oggi è sedimentintato, ma si nutre delle emozioni che le hanno trasmesso i genitori, nei racconti di una vita che si accumula negli anni.

 

“Mio Nonno – e lo dice con fierezza – è stato un uomo amante della politica. Era membro di una sezione del PCI locale. Tutto il paese lo amava, la gente gli era grata. Se fosse vivo oggi credo che mi darebbe tutte e due le mani per aiutarmi, darmi consigli e sostenermi”. Gli imprenditori che credono nell’impresa familiare non possono ignorare tali legami, così forti e radicati, profondi.

 

“Mi spiace non avere qui con me, vicino, mio Nonno. Purtroppo più di cent’anni non si campa, ma sono sicura che da lassù mi protegge, mi guida, indicandomi ciò che è giusto per me e per l'azienda di cui sono oggi titolare e che considero il suo prolungamento ora, qui. Lui vive nel mio ricordo” Mi emoziono ancora, perché si vive anche di emozioni – ci confida Adele Scirrotta – quando sento ancora, a diistanza di tanti anni, il grazie della gente, che lo ricorda sempre. Chi se lo ricorda dice: ha datj i mangià a tuttu u pajsu. Ecco, le mie olive, l’olio che ne ricavo, hanno tutto questo. L’olio è anche questa storia, quando c’è qualcuno che utilizza il mio olio in cucina si porta con sé, inconsapevolemente, tutte queste solide radici. Non è solo un grasso buono per condire, c’è dietro parti della mia storia familiare”.

 

Non è la prima volta che notiano questo forte legame generazionale. In tanti frantoi che ho visitato, alle volte scorgo le foto dei propri familiari. Quando si dice olio, si dice tutta la storia che vi sta dietro.

 

La dichiarazione d’amore non sembra finire. Si estende anche alla bisnonna di Adele: Gattabria Maria Giuseppa. Proprio così, quando Adele pronuncia il suo nome, inziia a farlo a parire dal cognome, come quandi si fa l’appello in classe: cognome e nome. “Gattabria Maria Giuseppa – prosegue nel suo racconto Adele – è stata una figura centrale: non solo una moglie, mamma dei propri figli. Era la regina e come tale veniva trattata. Davanti casa non mancavano mai i fiori, in particolare le rose. Tutto diventava poesia, perfino un cesto di verdure. Giuseppe sistemava le verdure come fossero una composizione di fiori”.

 

“Il mio bisnonno: Corrado Lorenzo, la mia bisnonna: Gattabria Maria Giuseppa, erano entrambi della fine dell’800. Lorenzo del 1881. Maria Giuseppa del 1887. Sono vissuti in periodi molto duri e difficili, ma li hanno vissuti entrambi con amore, creatività e tanta dignità. Sono riusciti a lasciare di sé le proprie tracce. Non sono vissuti inutilmente. Non mi resta che dire grazie a chi mi ha precedeuto in famiglia. C’è una storia, e io in questa storia mi ritrovo. Non potrei far nulla senza curare il mio passato. Per me – aggiunge Adele Scirrotta – l’olio che oggi produco porta tutti i valori che vi stanno dietro alle generazioni che mi hanno portato fin qui. Osservare le terre che oggi coltivo, mi serve per rivivere quelle emozioni. Devo tutto alla storia della mia famiglia e al loro coraggio, alla dignità, alla determinazione, ai valori che mi porto dietro e che ho ereditato. Per questo confido che anche i consumatore nell’atto di scegliere l’olio per il proprio utilizzo personale, rispettino questa mia storia, l’identità dela mia famiglia, i tanti sacrifici che si sono accumulati nei decenni. L’olio che ricavo è anche questo. Posso dire, senza dover apparire con ciò superflua ed eccessiva, che senza la propria storia personale, senza dunque ricordare tale storia anche a chi nemmeno ci pensa, posso dire che non può esserci alcun futuro? Posso dire allora VIVA LA TERRA, VIVA LA STORIA DELLA MIA TERRA. Tutto qui. Chiedo solo il rispetto di questo legame profondo che ciascuno di noi conserva dentro di sé. Quando si versa una goccia d’olio per condire, c’è una parte di me”.

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